(Da "Amici della Pipa", Anno V - n. 5 settembre-ottobre 1982, p. 45)
Premesso che chiunque consiglia in tema di miscele lo fa in base al proprio gusto e a convincimenti personali – e quindi tutto ciò è opinabile e discutibile proprio perché si tratta di gusto e di motivazioni personali – penso che siano in definitiva riconducibili a due le motivazioni che spingono il fumatore di pipa a prepararsi «miscugli»:
Premesso che chiunque consiglia in tema di miscele lo fa in base al proprio gusto e a convincimenti personali – e quindi tutto ciò è opinabile e discutibile proprio perché si tratta di gusto e di motivazioni personali – penso che siano in definitiva riconducibili a due le motivazioni che spingono il fumatore di pipa a prepararsi «miscugli»:
- la necessità di mantenere entro certi limiti il costo di esercizio del «nobile vizio» tagliando le miscele più costose con tabacchi dal costo più contenuto;
- il bisogno di «sperimentare», di provare di persona, la curiosità che c'è in ognuno di noi e che – soddisfatta o non – coinvolge tutta una serie di appagamenti e di gratificazioni di natura sia fisica che, soprattutto, psicologica in ultima analisi certamente positivi.
- in commercio si trovano tabacchi e misture di ogni tipo, di ogni prezzo, in grado di soddisfare il palato e la borsa di qualunque fumatore;
- ogni fumatore, dopo un ragionevole periodo di tempo dedicato alle miscelazioni o alla ricerca, potrebbe, nella vastissima gamma di disponibilità presenti sul mercato, trovare quello o quei pochi tabacchi in grado di soddisfarlo senza dover ricorrere alle miscele personali;
- i tabacchi e le miscele disponibili nei negozi specializzati sono il frutto della fatica e della pluriennale esperienza di abili specialisti che sui tabacchi lavorano, e non si divertono a pasticciare come noi fumatori, impacciatissimi apprendisti stregoni;
- non è un fatto scontato che miscelando due o più tabacchi o miscele (perché sono già tali i contenuti delle buste e delle scatole che acquistiamo) di per sé ritenuti eccellenti, i risultati siano ad altrettanto livello di eccellenza: l'esperienza dimostra – e anche quella mia personale, naturalmente – che spesso i risultati sono mediocri, quando non decisamente deludenti. Spesso i risultati sono deludenti proprio perché il fumatore miscela con tabacchi che a volte sono già di per sé lontani dal proprio gusto là dove invece sarebbe più saggio non dimenticare che, tenendo presente il proprio gusto, si possono portare variazioni ad un tema base in maniera tale che i risultati non siano mai dirompenti. Tanto per intenderci, se si amano le misture inglesi, è inutile spendere tempo e danaro lavorando su olandesi e americani; viceversa, a chi è gradito quello che comunemente viene definito «gusto olandese», tornerà soddisfacente operare sugli olandesi come base modificando con aggiunte di altri tabacchi.
Si intitola "La migliore miscela" questo disegno di G. Rosellò con fumatori che discutono della miscela preferita. |
I vasi portatabacco sono indispensabili per chi ama fare miscele (questi sono della ditta W. Lubinski). |
Dunque i francesi. Sincerità fino in fondo: se dovessi amare questi tipi di tabacchi – peraltro pregevolissimi – e fossi un tantino animato dallo spirito nazionalistico con cui i francesi coinvolgono tutto ciò che li interessa, non mi affannerei a ricercare al di qua i trinciati diffusi al di là delle Alpi; ma molto più concretamente ripiegherei sui nostri Trinciati comuni, sui vari Brenta e Kentucky del nostro Monopolio o, al limite, prenderei in seria considerazione l'idea di mettermi a sbriciolare nelle mie pipe i nostri validissimi e insuperabili Toscani come facevano i nostri Vecchi fino a qualche anno fa.
Qualcuno a questo punto si dirà che i giudizi di cui sopra non vogliono lasciare spazio a possibilità di dialogo e di confronto, ma ricordo ancora che sono convincimenti personali, e qui buttati col sorriso sulle labbra e con la massima disponibilità alla discussione e – perché no – anche alla correzione del tiro di fronte ad argomentazioni veramente valide. Bisogna però dare atto al sottoscritto che, esponendo il proprio parere, non ha voluto neppure considerare l'eventualità della polemica, fin troppo ovvia, scontata, e non so fino a che punto ancora produttiva, a proposito di tabacchi naturali e aromatici, aromatizzati, profumati e additivati con Dio solo sa che cosa, perché allora, prima di qualunque possibile discussione, c'è da stabilire se, fumando, si vuole bruciare nella pipa tabacco, tabacco più qualcos'altro, ovvero qualcos'altro con un po' di tabacco.
(1 – segue)
Floro Caccia
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